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27 marzo 2019

Modelli di Odontoiatria a confronto: Italia vs Europa

L’industria degli eventi e della Live Communication lancia un grido di allarme: servono aiuti concreti alle aziende e un piano di ripartenza
Milano, 27 aprile 2020: senza eventi, concerti, convention, congressi, fiere, il nostro Paese perde visibilità nel mondo, fatturato interno e mette a rischio una industry che raccoglie circa 570mila lavoratori.
Un grido d’allarme che arriva non solo dalle voci note di Tiziano Ferro, Vasco Rossi e Laura Pausini, ma soprattutto da agenzie, associazioni e imprese del mondo degli eventi, dei congressi e della Live Communication, che si sono riuniti sotto l’hashtag #ItaliaLive, un progetto che vuole portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni una grave crisi economica e sociale che sta attraversando il settore.

By Alessandro Genitori



La sede ANDI nazionale ha ospitato l’incontro tra la delegazione dell’Associazione dentale tedesca, BZÄK, guidata dal suo Presidente Peter Engel e i vertici dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, presieduta da Carlo Ghirlanda. Il meeting rappresenta il tavolo continuativo che permette alle due importanti realtà europee di Italia e Germania di confrontarsi sulle politiche da perseguire in ambito europeo, alla luce delle problematiche specifiche dei due paesi. Durante le sedute l’ordine del giorno verteva su temi di stringente attualità, che vedono l’Italia vivere un’evoluzione anticipata rispetto agli Odontoiatri tedeschi. In particolare, si è affrontato il problema delle catene dentali, con l’analisi delle diverse situazioni nei due paesi, con le implicazioni dovute alle differenti disposizioni di legge, burocratiche, fiscali, commerciali, cliniche ed etiche, valutandone l’aderenza alle norme e alla tutela della salute e dei diritti dei cittadini e dei professionisti che vi operano. Direttamente collegato il tema della pubblicità sanitaria suggestionale, alla luce delle recentissime variazioni che impediscono in Italia di utilizzare leve meramente economiche e, appunto, suggestionali, nella promozione delle attività legate alla salute, ma esclusivamente quelle riconducibili alla corretta informazione al cittadino.
Spazio alle figure complementari dello staff all’interno dello studio odontoiatrico, con l’analisi del ruolo dell’ASO e particolare evidenza della nuova figura del CSO, che colma il vuoto che si era creato, specialmente per il personale che collaborava con i Dentisti nel momento dell’ufficializzazione della figura dell’Assistente di Studio Odontoiatrico. I livelli minimi comuni all’interno dei percorsi universitari di Italia e Germania, sono stati affrontati in un’ottica di interscambio culturale tra gli studenti, la regolamentazione tedesca per le cure in paesi esteri e le relative detrazioni fiscali, così come le direttive relative alle apparecchiature dentali, sono stati oggetto della redazione di un documento comune.

In questa occasione il Dental Tribune ha intervistato il dr. Ferruccio Berto - Vice Presidente e Responsabile Esteri ANDI.

Un incontro tra Italia e Germania che vede la nostra realtà interessata verso l’evoluzione avuta dall’odontoiatria tedesca. In cosa il loro modello può essere preso ad esempio?
Le caratteristiche della realtà odontoiatrica tedesca e di quella italiana sono simili in termini dimensionali e per questo motivo riteniamo che le relazioni tra i due Paesi vadano favorite e implementate, nell’interesse di una crescita professionale comune. Le diverse modalità di erogazione dei servizi sanitari in ambito odontoiatrico tra Italia e Germania fanno sì che l’evoluzione delle dinamiche risulti cronologicamente diversa tra i due Paesi, con un’anticipazione dei fenomeni nel nostro Paese rispetto alla Germania in particolare in relazione a quelle più strettamente congiunturali, rispetto a quelle cliniche.

In un periodo di forte innovazione, quali sono le priorità?
Sebbene le innovazioni tecnologiche, in particolare quelle relative alla digitalizzazione degli studi odontoiatrici, destino un forte interesse generale, è sull’evoluzione delle cosiddette “catene low cost” che si concentra la massima attenzione. L’esigenza di arginare la deriva commerciale che sta investendo il continente europeo, e che ha avuto origine in Spagna, si comincia ad avvertire anche al Nord e strategie comuni di intervento sono diventate prioritarie.

Un incontro che mette ancora una volta in primo piano l’evoluzione del mondo odontoiatrico italiano, quali sono i prossimi passi?
La creazione di protocolli comuni che, nel rispetto dei distinguo tra le due nazioni, possano agire verso i decisori in favore della professione; mettendo sempre al primo posto il benessere e la salute dei cittadini, contro esigenze e interessi diversi. È in calendario un prossimo incontro a Potsdam, allargato anche alla Francia, nel rispetto di una strategia comune volta a porre paletti sempre più stringenti alle società di capitale che operano nella sanità e nell’odontoiatria in particolare. Si è registrata un’attenzione estrema da parte della Germania su questi temi, in virtù del sillogismo che vede, a fronte di un calo dei prezzi, un calo ben più rischioso della qualità.

Come ANDI state combattendo alcune campagne anche in sede ministeriale, come si può sviluppare un percorso virtuoso?
Il successo registrato da ANDI, insieme ad altri attori nell’ambito sanitario, con la recente legge sulla pubblicità, ha dato prova di come le sinergie e l’unità di intenti siano determinanti nel creare processi virtuosi per la salute dei cittadini. Lo stesso impegno ANDI lo sta mettendo in tutti quei contesti nei quali l’interesse economico, se non addirittura il malaffare, possono creare situazioni a danno del paziente, sia dal punto di vista clinico che di quello economico.

Università e interscambio culturale, a che punto siamo, dove possiamo migliorare?
Sono molto attivi i confronti a livello formativo. Se da un punto di vista accademico il sistema universitario europeo presenta modalità di interscambio culturale molto vivaci e diffuse, primo fra tutti l’Erasmus, l’attenzione delle Associazioni si concentra su quelle esperienze professionalizzanti che risultano particolarmente utili per intraprendere il percorso professionale. Si stanno valutando percorsi d’interscambio che non si sovrappongano a quello universitario ma che possano rappresentare un valore aggiunto per i dentisti di domani. Si tratta di iniziative che devono rientrare in una serie di limiti imposti dai sistemi legislativi e, appunto, accademici, ma che si confida possano svilupparsi nell’alveo di un percorso formativo professionale utile per tutti.

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