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27 aprile 2017

L’avvento del digitale in odontoiatria richiede un’adeguata formazione

L’industria degli eventi e della Live Communication lancia un grido di allarme: servono aiuti concreti alle aziende e un piano di ripartenza
Milano, 27 aprile 2020: senza eventi, concerti, convention, congressi, fiere, il nostro Paese perde visibilità nel mondo, fatturato interno e mette a rischio una industry che raccoglie circa 570mila lavoratori.
Un grido d’allarme che arriva non solo dalle voci note di Tiziano Ferro, Vasco Rossi e Laura Pausini, ma soprattutto da agenzie, associazioni e imprese del mondo degli eventi, dei congressi e della Live Communication, che si sono riuniti sotto l’hashtag #ItaliaLive, un progetto che vuole portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni una grave crisi economica e sociale che sta attraversando il settore.

By G. Luongo, C. Mangano (Digital Dentistry Society)

 

La rivoluzione digitale in atto, che sta cambiando radicalmente la maniera in cui le persone pensano, comunicano e lavorano, non poteva di certo risparmiare il mondo dell’odontoiatria. Computer e dispositivi digitali eseguono ormai di routine molte operazioni della pratica odontoiatrica quotidiana che solo pochi anni fa erano rigorosamente manuali. E questo avviene in maniera più rapida, economica e riproducibile.

Apparecchi radiologici 3D, scanner intraorali e facciali, fresatori e stampanti 3D (Fig. 1) sono solo alcuni dei dispositivi digitali che stanno progressivamente trasformando il modo in cui odontoiatri e odontotecnici progettano ed eseguono i propri manufatti e comunicano tra loro e con i pazienti. La digitalizzazione delle procedure ha investito tutte le fasi del flusso di lavoro di un moderno studio odontoiatrico e dei laboratori odontotecnici: dall’acquisizione delle informazioni, alla progettazione fino alla sua realizzazione. Nel campo dell’acquisizione delle informazioni, l’odontoiatra può disporre oggi di apparecchiature radiologiche da studio, come le moderne cone beam (Fig. 2), in grado fornire accuratissime immagini anatomiche in 3D. Tutto questo è fattibile in tempi molto rapidi, con una minore irradiazione del paziente e a costi sempre più accessibili rispetto al passato. Informazioni molto precise sono ancora ricavabili dai diversi scanner intraorali (Fig. 3) disponibili oggi sul mercato. Gli scanner moderni danno al clinico la possibilità di rilevare un’impronta ottica di grande precisione, in tempi rapidi e in maniera molto più confortevole per il paziente. Le performance attuali di questi dispositivi sono davvero rilevanti:

- manipoli piccoli ed ergonomici, permettono di utilizzare questi strumenti in quasi tutte le situazioni cliniche quotidiane;

- precisone nell’ordine dei 30 micron;

- prestazioni hardware sempre più rapide, semplicità e intuitività dei relativi software;

- visualizzazioni a colori.

Registrare l’impronta di un’intera bocca richiede oggi pochi minuti. L’impronta ottenuta è facilmente conservabile indefinitamente su un hard disk e il file che ne deriva è direttamente utilizzabile dai software di modellazione. Nell’ambito dell’elaborazione delle informazioni e della costruzione del piano di trattamento, i progressi sono altrettanto strabilianti. Le informazioni digitali ottenute dai diversi strumenti possono essere integrate e implementate attraverso molteplici software, giungendo oggi vicini alla possibilità di riprodurre integralmente un paziente virtuale. Disponendo contemporaneamente di tutte le informazioni necessarie, è oggi possibile costruire un preciso piano di trattamento valutando ogni possibile variabile, condividendo al termine la scelta con tutti gli operatori coinvolti e con il paziente. Questo flusso di lavoro è applicabile a tutte le branche dell’odontoiatria, dalla conservativa all’implantologia. Tanti fasi analogiche tipiche del lavoro quotidiano di uno studio, quali la misurazione manuale delle radiografie, la realizzazione dei modelli in gesso, la modellazione in cera e altro, stanno progressivamente scomparendo per essere sostituite dal lavoro al computer. Queste modalità sono anche parte integrante del lavoro degli odontotecnici che, da molto prima degli odontoiatri, utilizzano tecnologie CAD/CAM nella propria quotidiana attività professionale. Una volta correttamente elaborato il piano di trattamento o la modellazione virtuale del manufatto, le tecnologie digitali consentono oggi il diretto trasferimento alla fase di esecuzione. Così i file di progettazione, sia esso di una dima chirurgica o di una corona o di un intarsio, possono essere direttamente inviati alla macchina corrispondente (fresatore, stampante 3D, stereolitografo ecc) che, con estrema precisione e rapidità, realizzerà l’oggetto perfettamente conforme alla progettazione virtuale. Esistono oggi sul mercato diversi fresatori o stampanti 3D sempre più precise e a costi sempre più ragionevoli. Molte di queste macchine cominciano a essere installabili direttamente nello studio odontoiatrico per eseguire lavori semplici alla poltrona (chair side) con risparmio di tempo e costi. Molte altre, più complesse, trovano oggi posto nei moderni laboratori odontotecnici o nei centri di fresaggio di altissima precisione. A questi devono essere riferiti tutti i lavori di media ed elevata complessità. Tuttavia, la rapidissima e continua introduzione sul mercato di nuovi dispositivi non ha avuto eguale corrispondenza nello sviluppo di training adeguati e sufficiente evidenza scientifica. Per colmare questo gap è necessario allestire nei prossimi anni un intenso programma formativo e alcune Università, grazie alla collaborazione con la DDS (Digital Dentistry Society) hanno dei programmi specifici pre e post-laurea. Nella stessa ottica si è da tempo mossa la società scientifica internazionale, la Digital Dentistry Society, che ha come obiettivo primario quello di favorire lo sviluppo e l’applicazione delle tecnologie digitali in odontoiatria, valutandone con obiettività e rigore scientifico i reali vantaggi per i clinici e per i pazienti. La DDS annovera oggi tra i suoi membri i maggiori esperti mondiali nel campo della digitalizzazione delle procedure non limitandosi esclusivamente a odontoiatri e odontotecnici essendo aperta a radiologi, fisici, ingegneri, informatici e ad altre figure che a vario titolo abbiano attinenza con la digital dentistry.

 

Articolo pubblicato su Dental Tribune Italian Edition - 12 Aprile 2017

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